La psicologia clinica riguarda la sofferenza psicologica in senso lato. I fenomeni di cui si occupa non sono immediatamente evidenti: essi possono essere osservati solo all’interno di una relazione.
Come indicato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, la prestazione psicologica si riferisce ad una “azione professionale che, tramite la relazione, è tesa a produrre una valutazione oppure a promuovere un cambiamento/miglioramento sulla base delle esigenze/attese/bisogni/domande, espressi dal cliente”.
Il malessere psicologico è percepito e manifestato sempre in modo personale, intimo e soggettivo da ciascuno di noi, per questo lo psicologo non può limitarsi ad essere un osservatore neutrale della sofferenza altrui: egli usa se stesso e la sua persona come strumento di conoscenza dell’altro, per comprendere – e aiutare a comprendere – ciò che sta accadendo nella mente e nel corpo della persona. La relazione si costituisce come lo strumento specifico dell’azione terapeutica dello psicologo, che diviene così una parte attiva e integrante del processo di cura, una sorta di catalizzatore dei processi evolutivi della psiche.